Nicola Colombo - Fabbro e tecnico d'arte

RITORNA

VIA NUNC PATET HOSTIBUS ET AMICIS

situazione urbana a Bellinzona

di: Nicola Colombo e Monica Sciarini

design sonoro: Fabrizio Rosso

concetto luminoso e oscuro: Bashiba

naso: Alessandro Gualtieri

consulenza storica: Simona Martinoli

supporto logistico: Libreria Casagrande

produzione: Nephos Swiss Fog 2015

 

Le vicende della Galleria Benedettini emergono da una nebbia misteriosa. Una chiesetta privata, edificata nel Cinquecento, viene trasformata e cambia nome diverse volte. È annessa alla residenza dei Gesuiti di Lucerna. Subentrano i Padri Benedettini di Einsiedeln, che vi fanno dipingere un «bizzarro» Giudizio Universale, forse ancora conservato sotto le croste. Qui si tiene la prima sessione del Gran Consiglio, come è ricordato da una lapide affissa «troppo in alto». Per un periodo il convento viene adibito ad arsenale, poi ospita il ginnasio cantonale. Nelle notti di luna piena il luogo è visitato dal «fantasma di un benedettino dal lungo abito nero con la stola agitata dal vento» e dalla «civetta che scende dalla murata di Castel Grande». Un giorno l’abside e la facciata della «gesoeura» sono sventrati da una visionaria «formiga rossa», il che permette il collegamento tra l’antica via Codeborgo e il nuovo Boulevard, il viale Stazione appena inaugurato. Tra gli archi del passage si affacciarono così i primi mercanti del tempio e qualche voyeur. VIA NUNC PATET HOSTIBUS ET AMICIS.

Offrendo un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, l’installazione intende evocare la spazialità perduta, risvegliare la memoria nebulosa del luogo, il fantasma di Santa Maria Addolorata dello Spasimo e del Pianto.

Prodotta per il festival di teatro in spazi urbani a Bellinzona nel luglio 2015

© Nicola Colombo - Designer e tecnico d'arte - Bellinzona - Pagina contatti